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Vi racconto di me...

Nasco a Perugia il 12 maggio del 1981 e trascorro una vita felice insieme alla mia famiglia fino all’età’ di 33 anni dove, dopo pochi mesi dal matrimonio, accade un fatto che cambia per sempre la mia vita.

 

E’ il 3 giugno del 2014 ed ho un incidente molto brutto nel quale rischio la vita. Esito: trauma cranico encefalico e diverse fratture del corpo al bacino, alle vertebre ed alla mandibola. Rischio di non farcela, vengo trasportata con la eliambulanza al Salesi di Ancona.
Mi mettono in coma farmacologico per una ventina di giorni.
Poi Macerata ed infine Santo Stefano di Porto Potenza Picena.
Sono viva, Ce l’ho fatta.
Sono sopravvissuta, ma con diverse problematiche da risolvere e gli esiti da trauma cranico che non mancano di farsi sentire.
Inizia la lunga riabilitazione.
Ore ed ore di fisioterapia e logopedia mi attenderanno. La riabilitazione che, tra ospedale, day hospital e ambulatoriale, in tutto dura più di due anni, anni dove reimparo a camminare, parlare e vivere. Una seconda vita dove devo prendere coscienza di una nuova me. Una me che fisicamente non riesce più a fare tante cose, con tante paure da affrontare, ma anche una nuova consapevolezza. La mia famiglia e mio marito, mi rimangono accanto , sono momenti terribili di grosso stress anche per loro. Per proposta di mia zia e anche per passare il tempo in ospedale inizio a scrivere di me.
Mi piace così tanto sfogare i miei pensieri sulla carta che ne uscirà un libro: “Tra sogno e realtà”, piccolo diario di ricordi personali talvolta deliranti.
Lo presento in giro. Nel frattempo al Santo Stefano di Porto Potenza Picena conosco l’Associazione Traumatizzati cranici Andrea, di Andrea Carloni.
Mi sono molto vicini e anche grazie a loro ricomincio piano piano a vivere. Partecipo ad una serie di incontri informativi e conoscitivi sugli esiti del trauma cranico, inoltre tramite loro ho la possibilità di riniziare a lavorare. Ottengo una borsa lavoro al Comune di Recanati per sei mesi e poi altri 3 mesi al museo di Villa Colloredo Mells.
Tramite loro sono seguita da un’assistente sociale per questa mia prima fase di reinserimento lavorativo. E’ un momento molto particolare e delicato, dove sono contenta di potermi rifare a degli addetti al mestiere. Conosco tanti ragazzi che come me vivono l’esperienza del trauma cranico, mi posso confrontare, conosco Andrea e tante persone stupende che ogni giorno lottano per un futuro migliore. Capisco di essere una miracolata e che a me è andata molto molto bene.
Questo testo lo scrivo in prima persona, perché posso e con la grande consapevolezza che molti miei collegi di trauma cranico, non possono farlo.

 
Roberta Marcaccioli