Le testimonianze sono tratte da “Storie di cura”
a cura di G. Giarelli, Good, Del Vecchio Good, Martini, Ruozi
Franco Angeli editore
 
Trauma e Coma
 

“Lei ha attraversato la strada è arrivata una macchina che l’ha presa su dalla parte opposta ha subito un trauma cranico, con la rottura dell’arcata sopracciliare è stata in coma un tot di giorni, direi quasi due mesi, poi ha aperto gli occhi, poi ne ha chiuso uno è stata ricoverata in rianimazione, due settimane è stata giù”

 

“Mi ricordo quello che mi hanno raccontato: c’era per strada questo trattore; aveva il tagliaerbe attaccato io stavo calando la velocità e mi sono trovato di colpo questo qui. Mi sono svegliato dal coma e la prima cosa che ho chiesto è stata “Il ragazzo come sta?” per me era morto”

 

“poi mi hanno chiamata dentro e mi hanno detto quello che era: che era andato in coma spontaneo, che aveva un taglio era pieno di lividi, di sondini tutti i giorni andavo là dalle 11 fino alle 13,30 a sentire quello che mi dicevano e lo vedevo tramite il monitor”

 

“Di preciso non lo sappiamo. Si dubita che abbia avuto un malore. L’hanno portata a fare la TAC: quelli sono stati i momenti più interminabili. Sembravamo dei pazzi e non so quanto è durato. Non mi ricordo poi l’hanno sistemata in rianimazione: è uscito un dottore e ci ha detto che purtroppo era in coma”

 
Cosa sono il Trauma Cranico e il Coma?
 

Lo stato di coma si accompagna e comunemente si identifica con il trauma cranico (grave) richiedendo un approccio di tipo intensivo.

 

Il coma è uno stato di perdita di *coscienza, in cui il paziente giace immobile con gli occhi chiusi, non esegue comandi verbali semplici, non è capace di produzione verbale comprensibile, non mostra movimenti volontari (può mostrare movimenti riflessi di tipo posturale, su stimolazione nocicettiva o movimenti mimici involontari).

 

Il trauma cranico è il rilievo anamnestico di un colpo al capo, di lacerazione dello scalpo e della fronte, di contusione cranica e/o presenza di lesioni del cranio evidenti all’esame radiologico, di alterazione della coscienza, indipendentemente dalla sua durata.
Esso si differenzia in Trauma Cranico chiuso e aperto.

 

Per T.C. aperto si intende soluzione di continuo della teca cranica oppure della base, con lacerazione della dura madre (penetrante/perforante).
Il trauma cranico è detto chiuso se non ricorre nessuna delle caratteristiche sopra descritte.

 

*Coscienza: è la condizione di chi dimostra con la parola e il comportamento di avere consapevolezza di se stesso e dell’ambiente circostante.

 
 
Il Trauma Cranico
 
  é la problematica neurologica più diffusa nel mondo.
  colpisce più spesso di tutte le malattie neurologiche messe assieme.
  non colpisce a caso (condizioni sociali predisponenti, condizioni lavorative, condizioni di maturità
    individuale).
  causa disabilità durature.
     
La possibilità di una prognosi favorevole “quoad valetudinem”, è legata alla presenza o meno di disturbi relativi alla
     
  sfera cognitiva (soprattutto attenzione e memoria);
  sfera emozionale-comportamentale (umore altalenante o più francamente depresso, scatti d’ira
    frequenti, intolleranza alle frustrazioni);
  capacità di integrazione psico-sociale e lavorativa (sono soggetti che spesso vengono licenziati, o
    comunque fanno fatica a rendere come una volta, il matrimonio va a rotoli, non frequentano più gli amici come prima, etc.)
     
     
 

Nel passato il trauma cranico era un evento senza ritorno: oggi,
grazie anche alle moderne tecniche di rianimazione, c’è una prognosi
“ quoad vitam ” più favorevolmente rispetto al passato: infatti l’85%
dei soggetti sopravvive, anche in caso di grave trauma cranico.

 
     
 
Un soggetto traumatizzato cranico presenta contemporaneamente problematiche relative a più aspetti della vita quali:
     
  disabilità motorie sensitive sensoriali
  turbe comportamentali
  problematiche familiari
  conseguenze sul lavoro/scuola
  perdita di produttività
  pratica assicurativa in corso (non tutti)
  precaria situazione economica (non tutti)